EKSİK
Per lettere di Corfù di Alvixe Sagudino secretario nostro, el qual andava al Signor turcho per le
cosse di Zupa, con la galia soracomito Lorenzo Loredam. Come, in quella note, che era a dì 3
avosto, si doveva levar et navegar al suo viazo. Et che de lì si verifichava quello che, zà
alcuni zorni, per lettere dil capitano zeneral nostro da mar se intese, che Stephano de
Mondavia Charabodam et ducha Ulacho, con ajuto dil re di Rossia, havia tolto per tratado
Moncastro loco fortissimo situado su la bocha dil Danubio sul Mar Mazor, el qual el Turcho
possedeva, et era stà suo. Per la qual cossa, el Signor havia fato comandamento a molta
zente che dovesse cavalchar a la Porta. Et per lettere di Nepanto di Andrea Foscarini rector
e proveditor, se intese come quel sanzacho di la Morea era cavalchato a la Porta con assà
numero de turchi, et se divulgava per recuperar Moncastro. Et per lettere di Domenego
Malipiero proveditor di l’armada, date a dì 21 a Curzola, come havia da bazarioti venuti 7
zornate fra terra la verification di questa nuova di Moncastro et un altro luogo sul Mar
Mazor, et che il sanzacho di Scutari et altri turchi circumvicini di l’Albania cavalchavano
con gran furia verso la Porta. Per lettere di Francesco Zigogna rector e proveditor di Cataro,
etiam questo se intese, et che li turchi erano a Zupa andavano via a Costantinopoli, per
esserli venuto mandato dovesseno cavalchar a questo effecto per recuperar Moncastro.
Tamen, la verità di la cossa per il zonzer dil Sagudino de lì, se intenderà il tutto. Et per altre
vie se intese come questo ducha Ulacho Carabodam, il re di Rossia, il re di Polona, et il re
di Boemia et Hungaria havevano insieme fato liga contra turchi, et haveano zente in hordine
per danizar a quelli confini. La qual nova saria perfectissima per la Signoria nostra e
tutta Italia, acciò el Turcho atendesse a caxa soa, et non li venisse pensier di altrove. Quello
seguirà, più avanti sarà scripto di tal materia.
