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EKSİK

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Non voglio restar da scriver, come universalmente, per tutta Italia, in questo anno fue
grandissima carestia de formenti. Et in questa terra valleva in questo mexe la farina di comun
l. ... s. ... el ster, et pur ne fusse stato da comprar. Et se non fusse state le valide provision
fate per la Signoria nostra mediante li proveditori a le biave, la terra haria patito grandemente.
Per li gran merchadi che feceno, apresso 200 milia stera novamente, et la Signoria
non restava di comprar ogni quantità acciò la terra fusse abondante. Et era proveditori a le
biave Andrea Minoto, Zacaria Dolfin et Francesco Bragadin, i qualli, in questo mexe di fevrer,
hessendo pur pocha quantità di farine in fontego, con auctorità dil consejo di X feno
molte provisione et comandamenti a’ merchadanti et altri che haveano formenti, che dovesse
metter in fontego. Et ancora fo decreto nel consejo di X, cinque nostri zenthilomeni
quali dovesseno immediate andar per li territorii circumvicini di qua di Brexa e far la descrition
di le biave bisognava a lhoro, et il resto mandar in [508] questa terra. Et fono electi questi
e destinato i lochi: Tadio Contarini in padoana; Francesco da Leze in vicentina; Piero
Michiel in veronese; Luca Memo in trivisana et Zuan Batista Bonzi in la Patria de Friul. Et si
meseno in hordine e tutto per andarvi; ma poi, venendo nova come in Istria era zonto formenti
su diversi navilii stera 18 milia che venivano de Cicilia, fo suspesa la dita andata, et
non andono. Ancora se intese come era averto le trate di formenti dil Turcho per lettere da
Modon di Francesco Bembo proveditor di quel luogo, et che Andrea Griti patricio nostro,
era merchadante a Constantinopoli, havia nolizato nave per cargarle de formenti a la summa
di stera 20 milia, havendo dal Signor abuto la trata di trazer. La qual cossa fo una bona
nuova, et subito callò la farina in fontego s. 8 dil ster, et cussì li formenti s. 20 per ster. E tanto
fu carestia in alcuni luogi, che villani, non havendo formenti né altro da viver, fece et trovoe
uno novo modo di far pane. E tolevano la gramegna de li campi, et quella secata, tagliata in
pezi la sechavano nel forno, et poi fu fata masenar, et fevano pan, el qual era biancho et bonissimo.
Siché la caristia de la biava trovoe questo novo modo di far farina. Conclusive, quasi
per tutta Italia grandissima penuria de farine fue. Ne le terre si vendeva sopra la piaza farine
di sorgo, et pur ne fusse stato. Et si non era la Cicilia et etiam alcune farine di Alexandria
nunquam più venute in questa terra ita dicam, tuta Italia laborabat vehementer inopia. Pur, ita
Deo disponente et mediante le bone provision fate, el fontego, sì di San Marco come di Rialto,
mai manchoe de farine, et pocho da poi il formento callò et non fu più carestia. Et questo
dirò che tutti universalmente biastemava questo re di Franza et quando el vene mai in Italia
et chi lo havia fato venir la prima volta, perché da indi in qua pativano etc.

Kaynak Bilgisi
M. Sanuto, I Diarii di Marino Sanuto, Forni Editore, Bologna, (1969).