Cilt No /Belge No
07/0021
Kayıt Tarihi
Haberin Kaynağının Adı
Giacomo Contarini [Jacomo Contarini]
Haberi Alanın Adı
Leonardo Loredan [Leonardo Lauredanus]
Haberi Alanın Niteliği
Venedik Dükası
Haberin Geliş Biçimi
Mektup
Haberin Ulaştığı Yer
Venedik
Kaydın Metni

De l’Ardevelli o vero Sophì.
Al partir mio si diceva im Pera, per navilli venuti da Tribisunda, chomo l’Ardeveli si atrovava circha una zornata e meza lontan da quei confini, con el suo exercito, ad uno passo fortissimo, nel qual locho si diceva esser afermato. Et da poi partito, trovandomi circha due giornate lontano da Constantinopoli con la mia compagnia, si abatete uno gianizaro con nui, schiavo del figliuol del signor, che si atrova in Tribisonda, il qual sopragiongendone, ne dimandò dove che noi andassimo. Al qual fo risposto, vistolo persona zentilissima in ciera, che noi andavimo a Churfù. Et quello ne disse: Io son anchor io di Castoria, lontano giornade quatro da Churfù; verò con vui se ’l vi agrada. Et aceptato in nostra compagnia, fu dimandato da uno de’ nostri donde egli si vegnisse; et lui rispose vegnir de Trebisonda, et che ’l partir suo de lì era stato circha le fin di giugno passato. Et da novo fu dimandato anchora, se cossa alchuna c’era da quella banda; el qual ne disse, chomo l’Ardeveli si atrovava circha una giornata e meza lontano di Trebisonda, ad uno passo fortissimo, con grando exercito; et che tandem el suo signor, figliuolo de il gran turcho, non si dubitava ponto di lui, per la fortecia di quel passo. Et che del campo del suo signor un giorno s’erano dipartiti alchuni giovani, per andar a robar nel campo del prefacto Ardevelli, et haveano portato da forsi sesanta teste de’ suoi homeni, cossa credibille, anchora che di loro ne rimanesseno bona parte. Et più ne disse el dicto gianizaro, che il campo de l’Ardevelli era dopoi andato, visto non poter intrar per la via del passo da Trebisonda, a la volta de la Azemia, per vedere se da quella banda egli potesse intrare, et era paese di angusto passo. Et che il gran signor turcho havea mandato a dir al suo signor, suo figliuolo, per do vlachi, el si dovesse levar da quel paese de Trebisonda ad ogni modo, che lui gli daria stato altrove, dove egli volesse; et che quello non si havea vogliuto levar, ma gli havea risposo, chomo lui intendeva voler viver et morir in dicto paese. Et a presso ne disse anchora el predicto gianizaro, chomo l’Ardeveli havea preso il paese tuto de l’Abdula, el qual si atrovava circha quelli confini del turcho; et che ’l dicto Abdula era scampato in Trebisonda dal suo signor. Il qualle l’Ardeveli gli avea mandato a dimandar. Et che quello gli havea risposo, Idio havergli mandato uno oxello fugito di una cabia,et che ’l non seria honesto ni conveniènte lui ge ’l desse, perchè quello gli fosse macellator, ma che lui ne daria noticia al suo signor padre, et che tanto poi, quanto egli ordinasse, faria. De la seta del qual Ardevelli significo a vostra celsitudine esserne assaissimi in Constantinopolli, et tutavia oculti, però che non è alchuno ardito parlar moto di lui, per il terror grando et spavento ne è. Et questo è tuto quello gli posso riferir del dito Ardevelli. Agli humillissimi piedi de la qual continue mi richomando.

Kaynak Bilgisi
M. Sanuto, I Diarii di Marino Sanuto, Forni Editore, Bologna, (1969).