Kaynak Türü
MEKTUPLAR
Cilt No /Belge No
02/1257-1258-1259
Kayıt Tarihi
Haber Tarihi
Özel Not

eksik

Kaydın Metni

Con grandissimo dispiacer e dolor cordial dirò a vostra serenità il tutto, perché mai sperava nì pensava veder tanto disordine e pericolo quanto ho visto, e questa è la mera verità. Io stava in hordine e preparato con queste nave armate per poter contra l’inimico gajardamente operarmi, perhò sempre a obedientia dil magnifico zeneral, e reduti al Prodano de suo comandamento dove stessemo tutta l’armata zorni 6, et l’armata dil Turcho era al porto Zonchio; a dì 11 andai da sua magnificentia, el qual con animo aliegro et gran corazo oltra li sapientissimi aricordi mi dete una comission in scriptis con ogni ampia libertà e autorità di le nave quanto a la bataglia, possendo punir etc. come mi pareva. Unde fati venir tutti
li patroni de nave in barza, oltra le parole confortative et menazevole, le ditte a cadauno in scriptis. Et divise in 4 squadre a l’investir a questo modo, zoè io investir per mezo con nave nove; a la banda destra misier Alban d’Armer con nave otto, a la banda senestra misier Sabastian Marzello con nave 7, e da la banda di sopra vento el Stefano Ottobon patron di la nave Pandora con nave 7, non computà nel ditto numero barze do da Rhodi e do caravele, e cussì con questo hordene si partì. Li patroni, a la matina seguente a dì 12, ussita l’armata turchescha dal Zonchio, si redusse a una ponta lontan dal Prodano zercha mia do, dove sorse tutte le galie e fuste in terra e le nave un pocho de largo, vene con la gondola l’armirajo del zeneral fazando in tutto e per tutto el contrario di quello era ordinato, e li patroni di esse nave andando di nave in nave e dicendo a bocha tu andarai a investir la tal nave, ti la galeaza et ti li altri navilii, dando questo hordine confuso, et extra da li hordeni predicti et senza mia saputa, né credo il magnifico zeneral sapeva, per el qual ordene vene subito da mi alcuni patroni di le nave dicendomi che da una banda da mi havia uno hordine in scriptis, da l’altra l’armirajo li ha comandato altramente, in modo che a hore 5 di zorno, non hessendo perhò vento frescho imo quasi bonaza, soprazonto in quello istante con gripi da Corphù misier Andrea Loredan, montò su la nave Pandora, ritrovandosi avanti de mi le nave Armera e Pandora, secondo l’hordine li fece l’armirajo, se levarono con el trincheto e andarono contra la nave
grossa e quella messeno per mezo bombardandose tutte tre, tandem li inimici butò fuogo a la nave Armera che era zà incadenada con la nave grossa e tutte do se brusarono, et la Pandora andò a fondi, la qual ancora era apizada dal fuogo, e cussì io andato tuttavia a investir
dove meglio poteva, perché non era possibele intrar per mezo tutte ditte tre nave che zà erano apizade che saria stà più presto impedimento e saria etiam brusato, ma andai a le duo galeaze grosse che se acostavano a mi, una de le qual investì e rompè el quartier da prova e l’altra galeaza vene da l’altro lato bombardone, ditte galeaze et l’altra nave grossa et alcuni schierazi erano apresso, et io a quelle tanto quanto dir se puol e come Dio ha voluto che altramente non poteva scapolar altramente combatendo più de una hora, vedendomi solo in mezo de
esse galeaze, nave e schierazi, me desbratai, mal e pessimamente tratado, che oltra il bombardar de ogni banda mi butarono a pope et a prova più volte el fuogo, tamen fo distuato e nel bombardar ho mandato a fondi con tutti li homeni uno schierazo e uno altro che me vene a ladi saltando dentro parte de’ mei homeni tagliato a pezi molti turchi, ultimamente feci meter fuogo dentro e brusole, i qual schierazi erano di bote 400 e più, l’uno cargo de vituarie e bombarde, et io havi dà più colpi di bombarda per tutta la barza al timon, a la compagna cazuta la piera in la porta de la mia camara a le bande a prova, dico con piere grosse la mazor di lire 180 e le altre pocho men, essendo io a castel da pope una de esse bombarde amazò subito apresso de mi in un trato el povero Lorenzo Cadena mio homo di consejo e Domenego Zancharuol compagno di stendardo, e nui etiam dete alcune scaie di bombarda ai schinchi, da tutte dico le
gambe, e oltra li ditti tra morti e magagnadi e feridi dentro nel schierazo più di persone 30, nel qual bombardar andò a fondi la nave Brocheta. Et dinotando a vostra serenità
a l’hora di la bataglia chi vol dir la verità de 36 nave che eramo altro che 5 in 6 feceno el dover suo, e parte dil resto quando se bombardavano erano sorte al Prodano e le altre andavano a l’orza non se acostando niuna dove eramo nui de le galie grosse e sutil. Altro non dico perché queli che hanno ai fianchi di bone piere di bombarda e morti di suo homeni hanno ben visto i
mei portamenti, e quando se brusò la nave le galie e bregantini turcheschi rancuravano i suoi homeni d’acqua e i homeni de le nostre nave non haveno pur un minimo socorso né de galie sotil né de grosse, se ben è vero la galia Polana si portò magnanimamente che più non potria dir, la qual al dispeto di quante galie e brigantini di turchi che li erano atorno ussite e andò a la volta di Modon mal tratada. E judico meza sfondrada, e tutto questo disordine danno e vergogna è seguito per non esser stà observati et ubediti i hordeni soprascriti, perché quando investissimo nui, ditta armada era meza confusa e in fuga, e se tutti seguivano i suoi hordeni haveno da mi al modo che era sorta ditta armada essendo nui soprani, benché el tempo era un pocho bonazevole, la rompevamo e frachassavamo perché eramo in tutto velle grosse quasi 120. Questo mal seguite per il pocho antiveder di l’armirajo; ho voluto con verità dir il caso seguito, perché chi volesse contra raxon narar che per mia ignavia e pusilanimità esser seguito uno minimo disordine, vojo sempre al cospeto de Dio e di vostra Signoria mostrar il vero e haver fato il debito mio, e cussì servirò di ben in mejo, né ho in barza altri homeni di queli che havi a Veniexia che secondo la condition di questa barza e dei tempi presenti
doveria haver al mancho homeni cinquecento da fati. Data in nave presso il Zante a dì 16 avosto 1499.

Kaynak Bilgisi
M. Sanuto, I Diarii di Marino Sanuto, Forni Editore, Bologna, (1969).