eksik
Continuando al solito nel scriver, magnifici et generosi patroni, dico l’ultima mia fo de dì 6 dil presente a hore 7 de dì al Prodano, a la qual mi riporto. Per questa intenderete, come a dì 7 ditto a hora una de dì fu discoperta l’armada dil Turcho esser levata e tirata fuora zercha mia 6, de fato la magnificenza del misier fè dar la trombeta e subito le galie e le sue nave al remurchio, e mancho de una hora tutti fosseno a la vela con quasi bonaza, pur tenendose sempre in mar perché cussì teneva l’altra, scomenzò a meter provenza assà rasonevele, de fato levato el vexilo dil crucifisso tutti in arme andati a poza con tanto animo quanto dir se possa, fati do mia l’armada turchescha rese la volta fuzendo a terra e nui driedo, tamen fu volontà di lo eterno Idio, lontani da lo inimicho zercha mia 4, saltò bonaza, di che ogni desiderio rimase debile ma dil tutto Idio sia ringratià. Quando l’armata dil Turcho lontana ut supra vete non poter esser molesta se messe in mare, e nui a la volta di terra tenendo verso il Prodano per adunarsi tutti insieme, e questo fu a hore 12 di giorno a sol a monte con vento lento; ditta armada ne era driedo zercha mia 4 di subito con ogni zelere provisione dade le galie al remurchio provisto di star in mar ce rimanessemo al vento si a secho come a le vele su le volte.
