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01/886
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EKSİK - Memlük

Kaydın Metni

Di Damasco. Si ave aviso zercha quelle novità, et vidi una lettera di sier Piero da Molin
di sier Hironimo a suo padre, di 14 dezembrio a l’alba, scrita in Damasco, e dice cussì: Ozi
terzo zorno, vi scrissi cercha le cosse di questo diodar e signor di Alepo, il qual, zà do mexi
qui acampadi si trovano. Eri, per messi vene dal Chajaro, dice haver lassato Carthibei
Lacmar vien signor in questa terra, et Zambalath una zornada lontani di qui con exercito di
2000 schiavi et persone assai. Judichase, a la più longa, doman o l’altro, sarano qui, dove
che, per tal caxon, dito diodar eri a meza note, con tute sue zente si levò di qui. Iudichasse
etiam el signor d’Alepo con lui sia levato, che ancora certo non savemo, per esser da matina
a bona hora. De dito signor, niente sapemo. Unde, questi di la terra e castello hanno fato
gran festa. Judichasse diti habbi a tegnir la via di Baruto per andar a Tripoli, de che potria
esser, nel transito suo de lì, facesse qualche danno. Et per questa cason, questa matina a
l’alba impressa batando spazamo el presente messo a Baruto, per far intender ai fatori
questa nuova, azò, zonzendo de lì tal exercito, siano cauti in far quelle provision si richiede
per le robe de’ marchadanti. Tutti ha uto contento una volta questo exercito sia de qui levato.
È certo a tutti hanno dato grande molestia, per esser stato mexi do e più tutta questa
terra intradita, che mai è stà aperte le botege, [887] né bazari, ma sempre è stata la terra in
arme, et per i molti malfactori andavano atorno, né mori né franchi potevano parer su le
strade, ai qual per forza era tolti i danari. A hora, a laude de Dio, tutte queste cosse serano
cessade, et aquieterasse tutto, e darasse principio a far qual cossa, e tutti senza timor potrà
andar per la terra e far i suo’ fati. Partandose a hora il messo impressa, non dirò altro.
Di Alexandria, a dì 20, si ave lettere in sier Antonio Cocho, di 14 dezembrio. Come Cartabei,
con 4000 schiavi andava a Damascho.
Item, di la morte dil signor di la Mecha e dil signor di Tripoli.
Item, in Cajaro esser intrà l’armirajo, e il soldaneto regna.

Kaynak Bilgisi
M. Sanuto, I Diarii di Marino Sanuto, Forni Editore, Bologna, (1969).